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Gravidanza e Maternità

Aiutiamo le donne a diventare Madri

Psicologia Perinatale

La definizione perinatale abbraccia tutto ciò che ruota attorno al concepimento, alla gravidanza consapevole, al parto, all’allattamento ed alla puericultura dei primi mesi di vita del bambino.

La psicologia perinatale ha come obiettivo la promozione e la tutela della salute fisica e psichica di mamma e bambino, durante i delicati periodi della gravidanza, dell’evento del parto, del puerperio… ma anche la promozione del benessere della coppia e della nuova famiglia.
L’obiettivo della consulenza psicologica in fase perinatale è di promuovere e potenziare le risorse individuali della donna e della coppia, attuando prevenzione, fornendo informazioni, accompagnando la nuova famiglia verso scelte consapevoli ed autonome a favore dell’acquisizione del ruolo genitoriale.

OMS e UNICEF lavorano da tempo con l’obiettivo di proteggere questa fase fondamentale della vita della donna, dell’uomo, della coppia, del bambino e di tutta la famiglia, promulgando linee guida dettagliate ed universali.

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Tecniche di meditazione,
visualizzazione e respiro.

Lo psicologo che si occupa di perinatalità ha lo scopo di fornire strumenti utili alle gestanti per la preparazione al momento del travaglio e del parto, per gestire al meglio le fasi del post-parto attraverso le tecniche di meditazione statiche e dinamiche in gravidanza, tecniche di rilassamento, visualizzazione e respiro per la gestione e controllo del dolore.

L’apprendimento avverrà durante le sedute e i corsi pre-parto attraverso un percorso esperienziale ove alle lezioni teoriche saranno affiancate lezioni pratiche di sperimentazione delle tecniche che, anche attraverso l’ausilio della musica e di particolari strumenti che provengono dalla antica tradizione dello yoga (mudra e mantra), aiutino la gestante a preparasi all’evento nascita e ad affrontare i primi mesi dopo la nascita del bambino.

Le tematiche affrontate saranno:

Il rilassamento in gravidanza - Tecniche di meditazione specifiche per la donna in gravidanza - Meditazione dinamica secondo la tradizione orientale e occidentale - Meditare con mudra e mantra per preparasi al parto e per affrontare il primo periodo di vita con il bambino - Visualizzazioni specifiche per la gravidanza - Il respiro come strumento di meditazione - Scelta di suoni e musiche adatte al rilassamento, meditazione e visualizzazione - Utilizzo del colore e di tecniche artistiche - Training Autogeno

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Le tecniche hanno lo scopo di favorire un miglior stato di benessere psico-fisico
e consentono di ottenere:


Il sonno dei bambini

Far addormentare i propri figli può creare problemi a non pochi genitori. Il sonno dei bambini è sin da subito uno dei temi più cercati dai neogenitori ed è un’esigenza fisiologica, come mangiare e respirare, senza la quale non potremmo sopravvivere.

Come mai, a differenza di quello degli adulti, il sonno dei bambini desta così tante preoccupazioni?

Il sonno è un bisogno vitale e serve a mantenere il corretto sviluppo cognitivo. Di notte, infatti, il cervello resta attivo ed effettua una specie di back up delle attività cognitive diurne. Dormire male, soprattutto nei più piccoli, non permette loro di riordinare e collegare informazioni ed esperienze ricevute durante il giorno.Andare a letto con regolarità, in ambienti silenziosi e poco illuminati sono alcune delle indicazioni mediche.

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Notti agitate?

Il bambino di pochi mesi alterna stati di sonno profondo a fasi di sonno leggero, quasi di 'dormiveglia', e durante la notte queste fasi si susseguono una dietro l’altra senza sosta. Per questo non c’è assolutamente nulla di strano se nel sonno il neonato si agita, borbotta, grugnisce, lancia gridolini, addirittura sembra che pianga e si lamenti: non vuol dire che stia male o che senta dolore e nemmeno che sia sveglio.

L’errore più comune che i genitori fanno di fronte a un sonno così agitato è prendere in braccio il bambino e cullarlo: l’unico risultato che si ottiene è quello di svegliarlo davvero e di dover ricominciare tutto daccapo.

Forse la risposta risiede in una valutazione errata, secondo schemi e aspettative prettamente adulti, che non tiene conto della particolare fisiologia del sonno infantileLa psicologia perinatale risponde a queste domande.


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